Ascolto, presenza e partecipazione: la politica come servizio concreto
Il mio impegno come assessore nasce da un principio semplice, ma spesso dimenticato: la politica è innanzitutto ascolto. Significa esserci, metterci la faccia, camminare nei quartieri, parlare con chi vive ogni giorno le piccole e grandi sfide della nostra città. Significa costruire relazioni vere, dirette, sincere. È questo lo spirito con cui ogni giorno interpreto il mio ruolo: non come un incarico burocratico, ma come un’occasione quotidiana di confronto e di azione.
Credo profondamente che non esista buona amministrazione senza un dialogo costante con i cittadini. Per questo motivo promuovo incontri periodici con residenti, comitati di quartiere, associazioni, operatori economici e culturali, affinché ogni decisione sia il risultato di un confronto aperto e concreto.
Politica di prossimità
La politica non può essere chiusa dentro le stanze di un ufficio. Deve stare nelle strade, nei mercati, nei cortili dei palazzi, dove le persone si parlano, vivono, sperano. Le immagini che raccontano il mio lavoro parlano di questo: della mia presenza durante le celebrazioni istituzionali, ma anche nel momento in cui si sistema un capanno per un’iniziativa sociale, o si consegna un trofeo a una squadra di calcio femminile che ha reso orgoglioso tutto il rione.
Sono convinto che la prossimità sia una forma di responsabilità. Non basta amministrare: bisogna farlo guardando negli occhi chi si rappresenta, ascoltando senza fretta e rispondendo con coerenza.
Un assessorato tra la gente
Che si tratti di firmare un protocollo con una realtà culturale, di sostenere una squadra sportiva del territorio, di incontrare associazioni di quartiere o di contribuire alla riqualificazione di uno spazio pubblico, il mio metodo è sempre lo stesso: fare rete, coinvolgere, agire.
Molti dei momenti più significativi di questi anni sono nati proprio così: da un incontro informale, da una passeggiata nel rione, da una chiacchierata in piazza o davanti a un bar. Perché ogni cittadino ha una storia da raccontare, un problema da condividere, una proposta da avanzare. E spesso, da quel primo ascolto, nascono progetti veri: una collaborazione, un evento, una riqualificazione, un gesto che migliora la qualità della vita collettiva.
Le immagini di un impegno quotidiano
Le fotografie che ho scelto di condividere in questo sito sono istantanee di un lavoro quotidiano, ma anche simboli di una visione: una politica che non ha paura di sporcarsi le mani, di mettersi in gioco, di stare tra la gente.
Ci sono io accanto al sindaco durante una commemorazione pubblica, insieme a sacerdoti e rappresentanti delle istituzioni. Ma ci sono anche io che carico sedie in un cortile per preparare un evento di quartiere, o che firmo un atto a nome dell’amministrazione con un’associazione del territorio.
Ogni foto è il riflesso di una scelta precisa: non delegare la presenza, ma viverla. Non parlare a distanza, ma confrontarsi da vicino.
Lo sport, la cultura, il sociale
Il dialogo con i cittadini passa anche attraverso la valorizzazione delle realtà che rendono vivo il nostro territorio. Lo sport, ad esempio, è un linguaggio potentissimo di inclusione, crescita e comunità. Ecco perché sostengo con convinzione le squadre locali, come quella del Trastevere Calcio femminile, che rappresenta non solo un orgoglio sportivo, ma anche un messaggio forte di parità e determinazione.
Allo stesso modo, la cultura e il volontariato sono settori fondamentali per tenere unita la città. Collaboro attivamente con gruppi che operano nel sociale, con enti che promuovono l’arte e la memoria storica, con cittadini che offrono tempo e competenze per migliorare la qualità della vita di tutti.
Una politica fatta di gesti
Credo che la buona politica non sia fatta solo di dichiarazioni, ma soprattutto di gesti concreti. Un foglio firmato, un campo da gioco inaugurato, una sedia sollevata, una mano stretta. Sono i dettagli a fare la differenza. E sono i dettagli che costruiscono fiducia, giorno dopo giorno.
Il mio assessorato è aperto. Ma soprattutto, è in movimento: nei vicoli di Trastevere, tra le piazze di Testaccio, nei parchi del centro storico, nei cortili, nei campetti, negli spazi comuni. Perché è lì che si costruisce la città vera. E io voglio essere lì, accanto a chi la vive, la ama e la trasforma ogni giorno.

